Mi Cuba

Sono andato a Cuba 3 anni fa, sono partito con molte domande e sono tornato con ancora più quesiti. La guida che ci ha scorrazzato per tutta l’isola era un professore ed ex pilota di aerei. Cinque dollari di mancia l’hanno fatto piangere. Nel viaggio tra l’Avana e Santa Clara ci raccontò un aneddoto che non ho mai dimenticato. Quando per la prima volta uscì da Cuba e andò a trovare sua sorella in Italia, entrò in un negozio di articoli sportivi. Lì gli girò la testa perché non aveva mai visto prima di all’ora così tanti paia di scarpe colorati illuminati dai neon della vetrina. Da un macellaio invece non riuscì a capacitarsi di tanta abbondanza di carne. A Cuba infatti tutto è razionato: olio, uova, acqua. Un tot al mese. Internet è per pochi. I salari sono uguali per ogni cittadino.
A Cuba però rispetto ad altri paesi dell’America Latina la criminalità è al minimo. Nulla in confronto a narco-stati come Messico o Colombia. A Cuba sanità e istruzione sono gratuite. Ognuno può studiare fino a diventare medico o avvocato. Professioni però remunerate come tutti: poche centinaia di dollari al mese. Non so quanto sia cambiato nel frattempo. Oggi come all’epoca sono pieno di domande. Domande che solo chi è stato a Cuba può avere. Soltanto questi sguardi e sorrisi mi hanno dato sazietà!

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